Un Treno per la Galizia - Visintin

Ho partecipato al progetto Un treno per la Galizia, organizzato dall’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino, in occasione del centenario della prima Guerra  Mondiale, insieme ad altre classi provenienti dai territori interessati (Tirolo, Alto Adige, Trentino), dal momento che nel 1914, in Galizia, sono deceduti migliaia di soldati provenienti da questi territori.

L’iniziativa prevedeva un viaggio in un treno diretto a Cracovia, partendo dal Brennero. Una volta giunti in Galizia erano previsti vari spostamenti nei luoghi della memoria, presenti nelle vicinanze, e una giornata dedicata alla Cerimonia di Commemorazione, evento predominante dell’iniziativa.

Inizialmente ero molto entusiasta di poter partecipare a questa iniziativa, perché mi piaceva l’idea di migliorare le mie conoscenze riguardanti il periodo di guerra, di ampliare la mia cultura generale e diventare più sensibile di fronte a situazioni gravi come quella. In più ci è stata offerta l’opportunità di visitare la città di Cracovia a seguito di una guida, a mio parere, molto competente.

Tuttavia ho delle critiche da fare. Inizierò dall’organizzazione delle visite, dal momento che non ci veniva dato tempo a sufficienza per riposare un minimo in ostello o per rinfrescarci, evidentemente perché non si è tenuto conto delle poche docce a disposizione per tutti i ragazzi presenti. In più l’ostello era decisamente in pessime condizioni, sia dal punto di vista della sicurezza, sia dal punto di vista igienico.

Mi aspettavo, poi, di acquisire molte più informazioni riguardo alla prima Guerra Mondiale, invece abbiamo occupato la maggior parte del tempo a visitare la città e io sono tornata dal viaggio senza aver imparato più di quanto non sapessi già.

 Abbiamo visitato i forti di guerra nella città di Przemyśl,  al confine con l’Ucraina, sempre con un tempo limitato a disposizione, a causa del lungo viaggio che abbiamo dovuto affrontare per raggiungere  la città. Dopo aver visitato i forti siamo stati accompagnati ad un cimitero dei caduti di guerra, Brylince, dove si stava svolgendo una commemorazione. Purtroppo, però, in quella sede venivano commemorati solamente i Kaiserjäger e non tutti i caduti della prima Guerra Mondiale, la memoria dei quali le generazioni di oggi, che partecipavano all’iniziativa, avrebbero forse voluto onorare.

Sono rimasta soprattutto spiacevolmente sorpresa dal comportamento dei partecipanti  alla riunione prevista alla fine del viaggio a Cracovia, per confrontarci sui pro e contro dell’iniziativa.

Alcune persone hanno cercato di porre delle critiche con calma e con rispetto delle idee altrui, ma ci siamo ritrovati di fronte ad alcune reazioni fondate senza dubbio sul fanatismo, tanto che hanno percepito subito equivocamente ciò che veniva detto e, per tutta risposta, sono stati decisamente inopportuni e irrispettosi.

Dopo poco tempo, all’interno della sala, infatti, si avvertiva la tensione tra i vari partecipanti e l’imbarazzo degli organizzatori.

 Per riassumere il tutto posso affermare che io, come altri studenti con cui mi sono confrontata, compresi i miei compagni, mi sono sentita “strumentalizzata”,  come se fossimo stati loro utili a donare una buona immagine all’Euregio.

 Ho avuto conferma di questo in vari momenti: alla cerimonia tenutasi sulla Piazza principale di Cracovia (evento appunto dominante della settimana), al cimitero dei caduti di guerra Brylince e ogni volta che un rappresentante dell’Euregio affermava di essere felice per essere stato così tanto a contatto con i giovani, mentre invece abbiamo avuto modo di vederci solo pubblicamente in un paio di occasioni.

Quindi, in realtà, questo grande contatto diretto non l’ho mai percepito.

 Sconsiglierei, in conclusione, di partecipare a questa iniziativa in seguito alle critiche esposte, che hanno contribuito a farmi sentire oggetto di strumentalizzazione.

 

Ylenia Visintin, V ITE, I.I.S.S. Gandhi, Merano